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L’Idjtihad di Fatima Mernissi
Proprio grazie all’ Idjtihad , altre donne musulmane, nonostante
si rifacciano anche esse ai fondamenti originari
dell’Islam, definiscono la condizione della donna
nella religione islamica in maniera molto diversa
rispetto alle islamiste, e rivendicano diritti
per la donna musulmana che invece vengono in gran
parte condannati da queste ultime.
Fra le varie tendenze di pensiero, ricordiamo quello
della sociologa marocchina Fatima Mernissi.
Dichiarandosi musulmana, Fatima Mernissi
cerca di reinterpretare le leggi islamiche in
una prospettiva di uguaglianza.
Distruggendo il monopolio sinora intaccato degli imam e dei fuqaha
(sapienti in scienze religiose) la Mernissi procede
alla lettura e all’interpretazione dei Testi sacri
“senza guardiani e senza guide”, optando
per lo spirito più che per la lettera del messaggio
profetico.
Propone, dunque, una rilettura storica e secolarizzante
del Testo Sacro, della Sunna e degli
Hadit , con
l’obiettivo di ristabilire l’Islam nella “verità”.
La Mernissi cerca di dimostrare il carattere endogeno
dell’idea di uguaglianza, che invece viene tutt’oggi
considerata estranea alla cultura araba e importata
dall’Occidente, e arriva a definire il profeta Mohammad
il primo “femminista arabo”. e spazio pubblico metteva
in crisi la supremazia maschile che può esistere
e consolidarsi soltanto se la separazione tra pubblico
e privato viene mantenuta in modo quasi sacrale.
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